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Realizzare un disegno di paesaggio fantastico a sanguigna

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FinaleIn questo articolo provo a illustrarvi come eseguire un disegno di media-alta complessità con la tecnica della sanguigna secca.
Rimandando ad un’altra volta l’approfondimento su questa tecnica (che io amo molto) mi limito qui a dirvi che esistono fondamentalmente in commercio due diversi tipi di  sanguigne:

secche: sotto forma o di barrette (a sezione tonda o quadrata) o matite sono costituite da polvere di pigmento pressata. Il segno che si ottiene è più difficile da controllare (abbastanza ruvido) e le punte si smussano rapidamente però permette di essere sfumato. In ogni caso il tono del segno rimane più intenso.
grasse (ad olio): sotto forma di matite hanno un pigmento unito insieme ad un legante che le fa assomigliare vagamente ai pastelli a cera. Si possono tenere più appuntite e ottenere segni più netti e maggiori dettagli, tuttavia sono più difficilmente sfumabili ed il loro tono rimane più spento.

In questo disegno ho utilizzato diversi tipi di sanguigne secche. Va detto che questa non è la tecnica più ortodossa (in genere si dovrebbe lavorare con un’unica sanguigna realizzando un disegno monocromatico), provate e giudicate poi voi.

Scelta del soggetto

Sono partito da un’opera di Caspar David Friedrich intitolata: “Inverno – Rovine di un convento e cimitero sul mare”, pennello e seppia su disegno a matita e l’ho leggermente adattata alle mie necessità fotografandola e modificandola con Photoshop.
Mi interessava la suggestione di quiete che trasmetteva. Ho cambiato la direzione della luce, ridotto l’albero secco in primo piano, aumentato la larghezza dell’immagine, introdotto l’isolotto con architettura metafisica e un disco nel cielo che riceve luce.
L’ho fotocopiata in bianco e nero e ho eseguito su quest’ultima una quadrettatura che poi ho riportato leggera con la matita H ( FiG 2 – FiG 3 – FiG 4 ) sul foglio da disegno scegliendo per comodità la scala 1:1.

fig2 fig3 fig4

 

♦ Osservazione: Come supporto per il foglio da disegno ho utilizzato un cavalleto piccolo da tavolo sul quale ho fissato una tavola di multistrato di 5 mm di spessore e dimensioni 55 x 45 cm tenuta inclinata come in fig 3.


Materiali necessari

Come foglio ricorro spesso alla marca Canson: sono fogli disponibili in varie colorazioni e acquistabili nella dimensione 50×70 cm oppure si possono far tagliare dal negozio in due parti come ho fatto io di misura 50×32.5 cm, formato del disegno.
Come colore ho scelto un tono vagamente rossastro molto chiaro e ho lavorato sul retro che è legegrmente ruvido ma non ha un pattern troppo marcato.
Per quanto riguarda gli strumenti per realizzare il disegno ho utilizzato ( FiG 1bis e FiG 1):

– Gomma pane molto tenera
– Cotton fioc per orecchi di due diverse forme
– Disco cotone per struccatura
– Barrette sezione tonda marca Derwent rosso sanguigna chiaro (vagamente arancione)
– Barrette sezione tonda marca Derwent rosso sanguigna   —> da qui in poi indicata con NR 9
– Barretta sezione quadrata rosso sanguigna chiaro Contè nr 2450        —> da qui in poi indicata con NR 8
– Matita rosso sanguigna CRETACOLOR Sanguine Dry  2  nr 46212   —> da qui in poi indicata con NR 2
– Matita tono arancione CONTE‘ pastel 017  1355                                      —> da qui in poi indicata con NR 1
– Matita secca STABILO  linea CarbHotello marrone 1400/670            —> da qui in poi indicata con NR 3
– Matita rosso sanguigna CONTE‘ pastel 1355  N° 670                              —> da qui in poi indicata con NR 4
– Matita sepia sanguigna CONTE‘ pastel 1355  N° 617                               —> da qui in poi indicata con NR 5
– Matita secca tono grigio (pearl grey) CRETACOLOR  472 34              —> da qui in poi indicata con NR 6
– Matita secca tono nero FABER CASTELL 1122-175 ***                        —> da qui in poi indicata con NR 7

fig1 fig1bis
Per mantenere questo tipo di mine friabili appuntite purtroppo non è possibile utilizzare il temperamatite quindi procedete come mostrato nella FiG 5:
asportate con delicatezza con la lama del cutter delle porzioni di legno come se steste scolpendo la punta della matita in modo da ottenerne una nuova grossolana, quindi strisciatela su della carta vetrata a grana fine avanti ed indietro tenendola inclinata 30° o meno  ruotandola contemporaneamente sul suo asse fino ad ottenere una punta affilata nei limiti del possibile. Questa operazione dovrete effettuarla molto spesso perchè con lo strofinio sulla carta la punta si smussa rapidamente.

fig5

Ricopiate le parti essenziali del soggetto (in questo caso i contorni delle rovine, il segno del mare all’orizzonte, il contorno delle onde sulla spiaggia, alcuni dettagli del primo piano, il tronco dell’albero secco e un accenno ai contorni delle nuvole) con la Nr 8 (tenendola appuntita continuamente) e segno molto leggero quasi sfiorando la superficie del foglio in modo da poter ancora riprendere con la gomma pane dei pentimenti.
Otterrete un risultato simile della Fig 6.

fig6

Cominciamo a realizzare una prima base del cielo che ci aiuterà a vedere meglio le rovine. In questa fase non utilizzate direttamente le matite perchè otterreste dei segni troppo rudi per quanto vi sforziate di essere delicati. Sporcate invece il polpastrello dell’indice della mano destra con del pigmento della barretta Derwent prelevandolo dalla sua estremità piatta FIG 7 e distribuitelo sulla parte di cielo strsciando il polpastrello sul foglio con movimenti circolari FiG 8.

fig7 fig8
Eseguite questa operazione infinite volte con molta pazienza fino a quando tutta l’area del cielo ha acquisito un tono leggermente rosso chiaro arancionato uniforme. Lasciate verso l’orizzonte il foglio pulito (l’orizzonte è sempre più chiaro del cielo in alto).
Quindi prendete un dischetto di cotone struccante e strusciatelo con movimenti circolari su tutta l’area già colorata per ammorbidire la grana ottenendo un tono più uniforme e più chiaro e brillante FiG 10.
Infine gon la gomma pane asportate delicatamente l’alone di colore che inevitabilmente avrà invaso le parti contigue soprattutto della rovina FiG 9.

fig9 fig10

Cominciamo ora a disegnare le rovine in primo piano.
Con la matita NR 2 tenuta sempre appuntita riempite la sagoma in ombra delle rovine partendo dalla parte a sinistra con movimenti paralleli dall’alto in basso e adiacenti tra loro in modo da riempire tutto il contorno. Lasciate ovviamente libera la parte sulla sinistra esposta alla luce che proviene circa dall’alto a sinistra ( FiG 11 ). Non vi preoccupate del segno ruvido, se state usando una carta simile a quella che vi ho indicato, semiruvida, è normale che con le sanguigne secche il segno sia così.

fig11
Disegnate con la matita più scura Nr 3 appuntita la parte inferiore sinistra della volta dell’arco (in ombra) FiG 14 quindi procedete a ammorbidire il segno ottenuto nella prima porzione di rovina sfumando prima con il polpastrello mignolo fin dove riuscite (stando attenti a non spargere l’alone oltre i bordi confinanti con parti che devono rimanere intonse) (FIG 12) e successivamente strofinate dolcemente un batuffolo di cotton fioc a testa larga in modo da sfumare ulteriormente ed ottenere un tono rosso più intenso con movimenti concentrici (Fig 13).

fig14

fig12 fig13
Ora lavoriamo alla prima fase delle nuvole.
Come mostrato in FiG 15 sempre con la matita Nr 2 appuntita accennate delicatamente (quasi sfiorando il foglio) i contorni delle volute curve delle nuvole e con la tecnica vista per il cielo con il polpastrello prelevando pigmento dalla barretta Derwent accennate poi sfumando con il disco struccante le aree che poi saranno più scure. Quindi per marcare la parte in basso della coltre nuvolosa che deve essere più scura campite con segni in diagonale e distanziati tra loro (sia con la matite Nr 2 che con lo spigolo della barretta Nr 8) le zone che dovranno risultare più scure ( FiG 16 ).

fig15 fig16
Il risultato è mostrato in Fig 17.
fig17
Quindi come già indicato con il cotton fioc a testa larga sfumate quello che avete appena disegnato fino ad ottenerere un risultato morbido ( Fig 18 ).

fig18
La base inferiore però deve essere ancora più scura, quindi potete applicare del pigmento utilizzando una barretta Nr 9 di piatto (FiG 19) con corti movimenti in diagonale ravicinati. Il segno sarà ovviamente leggermente ruvido. Ora sfumate NON con il cotone ( perchè a questo punto con diversi strati di pigmento ne asportereste troppo) ma con il polpastrello del dito mignolo o dell’indice se l’area è più estesa ( FiG 20 ) .

fig19 fig20

♦ Osservazione: Nelle fasi iniziali e dove serve avere un tono delicato si può sfumare anche con il disco struccante di cotone (aree vaste) o il cotton fioc (aree limitate), ma quando il lavoro è in una fase avanzata e si rende necessario scurire e comunque lavorare sulla stessa porzione di disegno NON sarà più possibile sfumare in questo modo perchè non fareste altro che asportare il pigmento appena applicato. Quindi dovrete sfumare sfiorando dolcemente con la superficie di un polastrello. Chiaramente nella realizzazione di dettagli finali e più marcati NON si dovrà più sfumare.

Aggiungiamo ora il disco del pianeta in cielo (potrebbe essere una luna di un mondo alternativo cui stiamo dando vita) che, notare bene, riceve luce dalla sinistra fuori campo.
Con la matita NR 2 (tenendo la mano destra appoggiata ad un righello lungo di metallo appoggiato al bordo superiore del disegno e tenuto sollevato dalla mano sinistra per evitare di toccare la parte appena disegnata molto delicata) procedete con leggerezza sfiorando la superficie del foglio con la punta a marcare il contorno intero e scurire gradualmente la parte in ombra con piccoli segni curvi e concentrici che seguono la curvatura del contorno esterno. Potete leggermente amalgamare con il polapstrello mignolo e successivamente aggiungere tono con piccole virgolettate di colore che si infittiscono nella zona più scura. ( FiG 21 )

fig21

♦ Osservazione: Per aiutarmi in queste porzioni piccole dove per me il controllo della matita secca è più difficile ricorro solo per piccole porzioni (in questo caso la parte in ombra del pianeta) ad una rifinitura con una matita di sanguigna a base d’olio Derwent (il pigmento è più spento ma permette di tenere la matita più appuntita ed ottenere segni più precisi) con piccole virgolettate sovrapposte. Unico NEO: non potete abusare troppo perchè il pigmento ad olio se usato troppo vi crea uno strato tipo cera su cui il pigmento secco non fa più presa.
Uso la matita a base d’olio solo in caso di difficoltà e piccoli dettagli.

Ora sempre con la matita Nr 2 campite tutta l’area della rovina grande con l’arco con segni paralleli contigui dall’alto verso il basso e via via spostandovi vesro destra. Ponete attenzione a quando siete vicini ai bordi per non invadere le parti esterne alla rovina. Anche qui sfumate il primo strato ottenuto prima con il polpastrello poi con dischetto struccante e cotton fiock. ( Fig 22 )

fig22

Adesso procedete con una matita marrone scuro carbhotello Nr 3 a definire i particolari più scuri nella rovina, come le nicchie appuntite ed altri dettagli ( Fig 23 ). In queste fasi stiamo cominciando a sovrapporre ulteriori strati di pigmento e quindi come ricordato precedentemente non potete più sfumare con il cotton fioc ma al limite solo con la superficie del polpastrello. Non preoccupatevi se la superficie del disegno sembra “polverosa” e “granulosa”, state usando un foglio leggermente ruvido e applicando strati successivi di pigmento in polvere. Procedete nello stesso modo con il resto delle rovine sulla destra con matite Nr 2 (attenzione alle parti a sinistra delle lapidi verticali che ricevono parzialmente luce e quindi vanno colorate ma con un’applicazione leggera rispetto alla parte più in ombra).

fig23

Nella Fig 24 è mostrata l’ombra proiettata dalle rovine: dovendo essere molto scura ho applicato un primo strato con matita Nr 2 poi un successivo strato con matita Nr 4 (rosso più scuro) sfumando come già detto nella prima fase la matita Nr 2 ed accentuando maggiormente il segno della Nr 4 dove ci devono essere zone più scure.
Quindi con la matita Nr 5 (seppia scuro) scurite ulteriormente le parti più buie dell’ombra proiettata e accennate le sagome (soprattutto le parti in ombra) del pietrisco per dare un tocco di maggiore realismo. Lavorate con pazienza. ( Fig 25 )

fig24 fig25

Quando avete sufficientemente dettagliato l’ombra sul terreno cercate con la matita Nr 3 ben appuntita di disegnare il tronco dell’albero secco (che poi dettagliarete con le matite più scure) e i rami (mano ferma appoggiata possibilmente ad un supporto come la riga di metallo tenuta sollevata dal foglio ed appoggiata in alto). ( Fig 26 )

fig26

Asportando pigmento con il polpastrello mignolo dalla barretta tonda Derwent tono rosso chiaro sfumate stendetelo dolcemente sulla zona della battigia ( Fig 27 ) per creare contrasto la la superficie dell’acqua che lambisce la spiaggia. Potete anche ammorbidire il tono con il disco struccante come già visto in altre parti.

fig27

Sempre con il polpastrello mignolo stendete del pigmento di rosso sanguigna (barretta Nr 9) sulla zona di pietrisco alla base del disegno e illuminata dalla luce, al fine di creare un passaggio dall’ombra alla luce più morbido invece che lasciare il colore del foglio ( Fig 28 ).

fig28

Rifinite il mare all’orizzonte (di solito più scuro che quello più vicino a noi) ripassando con tratti lunghi orizzontali la matita Nr 2 ed eventualmente altre ondine appena sottostanti ( Fig 29 ).

fig29

Siamo così arrivati al risultato mostrato nella FiG 30.

fig30

Perfezionate ora l’aspetto della zona d’ombra del pianeta in cielo con la matita Nr 2 lavorando con piccoli tocchi e virgolette in modo da infittire l’ombra via via verso l’estremità a destra e non sfumate (avrete maggiore controllo dei dettagli) ( FiG 31 ).

fig31

Finite ora di arricchire la superficie del mare più vicina (ricordando che le ondine devono essere tanto più piccole tanto più sono lontane) dopo aver leggermente sfumato quà e là con il polpastrello mignolo con movimenti ORIZZONTALI LINEARI usando la matita NR 2 ben appuntita e aggiungendo via via segnetti orizzontali più o meno marcati ( FiG 32 ).

fig32

Sempre utilizzando la matita Nr 2 non troppo appuntita scuriamo la base inferiore del fronte nuvoloso con un ulteriore strato di pigmento realizzando tratti inclinati circa a 45 gradi da sinistra a destra dal basso verso l’alto uno vicino all’altro diminuendo la pressione della punta verso la fine del tratto. Se necessario ammorbidire leggermente con il il mignolo ( Fig 33 ).

fig33

Passiamo ora all’edificio metafisico (ho tratto ispirazione da un esempio di architettura Razionalista italiana degli anni ’30) collocato sull’isoletta:
con molta pazienza e matita sempre ben appuntita con la Nr 2 ripassate i contorni della parete illuminata badando di lasciarla del colore del foglio, gli archi scuri evidenziateli prima con la Nr 2 poi con la Nr 3 (marrone scuro). La parte in ombra della parete può essere campita con la Nr 4 (rosso più scuro) e gli archi completamente in ombra con la Nr 4 e poi Nr 7. La parete in ombra non va scurita troppo perchè è stata immaginata di un intonaco chiaro, inoltre riceve della luce riflessa dalla superficie del mare.
Ammetto che in questa fase ho avuto delle difficoltà nel controllare il segno in una porzione così piccola quindi non so se le mie indicazioni vi aiuteranno troppo.
Per i riflessi sull’acqua potete usare gli stessi colori ma cercando di ondulare le linee verticali per rendere meglio l’effetto dell’increspatura delle onde ( FiG 34 )

♦ Osservazione: I riflessi sull’acqua sono meno scuri in genere della parte che li genera quindi sono stato attento a non utilizzare con eccesso la matita nera.

fig34

Finite di disegnare la ramificazione dell’albero con la Nr 3 sempre appuntita ( FiG 35 )

fig35

Quindi rifinite e perfezionate tutte le parti più scure sia del tronco che delle pietre accumultae a terra nell’ombra proiettata dalla rovina grande con la Nr 7 appuntita  ( FiG 36 )

fig36

Rifinite ulteriormente le pietre nella porzione illuminata del terreno evidenziandone i contorni e le parti in ombra con la Nr 2 appuntita ( FiG 37 ) e successivamente con la gomma pane morbida e appuntita asportate porzioni di colore per evidenziare meglio la parte esposta al sole di ogni pietra ( FiG 38 )

fig37 fig38

♦ Osservazione: La fase di asportazione di pigmento con la gomma pane (usarne sempre una molto morbida e malleabile) è importante perchè non serve solo a correggere delle sbavature dove possibile ma anche ad eliminare sporcature dovute allo strofinio indesiderato della mano e comunque contribuire a mantenere quelle parti che ricevono la massima quantità di luce prive di pigmento. 

Terminiamo con l’esecuzione della finestratura rotta e poi con il perfezionamento delle ombre proiettate dagli spuntoni di muro sul fianco illuminato della rovina utilizzando la matita appuntita Nr 3  ( FiG  39 e 40 )

fig39

fig40

Ed ecco il risultato finale.

Finale

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